venerdì 16 settembre 2011

PENOMBRA DEL LECCIO

PENOMBRA DEL LECCIO
Leccio, la luna
 proietta la tua ombra,
nascosta per stare in silenzio
ai tuoi piedi,
riesci a togliermi
i pensieri dal cuore.
Il canto d’una civetta
Nell’albero di fronte
mi rende inquieta,
poi ho sorriso
delle dicerie di nonna:
se vuoi sapere quanti
anni ci vogliono a sposarti,
chiedi alla civetta,
che spesso
canta un intera note!!!
Forse tra cent anni….
La luna discreta,
come capisse i desideri
il bisogno del silenzio,
usa una nuvola
come fosse un velo,
i miei pensieri escono
dal cuore…
vorrei dormire…
un lieve venticello
di maestrale mi accarezza,
una lucertola impaurita,
scivola sotto un sasso
ne sento il fruscio.
Torno a casa,
dalla finestra spalancata
guardo la luna,
si allontana…
lasciandomi dormire.
Anna Maria Cherchi
16 settembre 2011
Diritti L. 633/41

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