lunedì 26 dicembre 2011

Solitudine - Anna Maria Cherchi


Bisogno di solitudine,
di piccole cose...
Nel giardino l’erba
è ricoperta di brina
qualche piccolo fiore
guarda il sole,
le gocce di rugiada
mi bagnano la mano,
penso
che da qualche parte
tu sei triste.
Il tuo sguardo
mi cerca…
e sarai  felice
quando mi vedrai.
Ti ho chiesto:
cosa mi regali?
Hai risposto:
Voglia che abbia me
se mi ami.

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martedì 20 dicembre 2011

Inquietudine - Anna Maria Cherchi


E’ l’ultima follia!
l’aspetterò
con l’inquietudine
di chi non ha venti anni.

Come non pensare
che la tua mano
accarezzerà l’argento
che orna il mio viso?

Seppellirà i sentimenti,
sarà l’ultima foglia che cade,
spegnerà il sorriso
di una vita che dorme.

L’acqua nella fontana
che zampilla,
esiste solo perché
la porta il fiume.


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giovedì 15 dicembre 2011

GENTI ARRUBIA

(Fenicotero) Vederti volare intorno al sole, sembri assumerne i colori, l’impressione che bruccino le ali. Invidio il tuo migrare, cambi stato non ci sono questori, nessuno chiede il passaporto, non tiene conto che colori hai. Approdi in uno stagno, conchiglie da cui trai il colore rosso, da queste parti sei “ Genti Arrubia” bello maestoso Re di Bellarosa Minore. Com’è divertente se lasci lo stagno, e attraversi l’asfalto, le macchine si fermano, ti fanno passare. Anna Maria Cherchi

DESIDERIO DI PREGARE

Pietoso mare,che accogli i figli partiti con un sogno: LA LIBERTA’ gli hai avvolti in un sudario, lenzuolo azzurro per l’ eterno . Il tuo dolore, non esaurirà le lacrime per uomini in fuga da un tirano. Ti prego- I bimbi che hai abbracciato, lascia che giochino coi cavallucci di mare, e con i pesciolini che fuggono, quando una manina li vorrebbe accarezzare. Alle loro mamme regala collane con corali e conchiglie. Agli uomini una barca posata In fondo al mare, perché vadano come fenici intorno al mondo, a colorare con il rosso porpora del sangue dei figli. Non c’è un Mosè che ha diviso le acque, quanti faraoni ha generato la guerra, vergogna per noi tutti. Al sole che tramonta la preghiera: quando ti immergi nell’ acqua, porta nel profondo una nenia, Per i nati a vita nuova senza paura fame e senza guerra. Anna Maria Cherchi

mercoledì 14 dicembre 2011


mercoledì 14 dicembre 2011

BASTASSERO



Bastassero millenni
perché fiorisca amore,
essere amici…
di civiltà si può morire,
le lacrime son prive di colore!

L’odio mascherato da pazzia,
fiorisce dove c’è ignoranza,
si parla di razze come cani,
eppure esiste solo
“l’uomo”.

Le preghiere ….
Servono a chi muore
o per chi vive ?

per chi ha privato
figli spose mamme
di chi fugge in cerca di pane.

La giustizia non si vende,
cresce più della gramigna,
i bei funerali regaliamoli
ai malvagi,
e a chi non vuol capire,
per tutti gli altri
dignità e amore.

pubblicata da Anna Maria Cherchi mercoledì 14 dicembre 2011 alle ore 12.14.
Diritti riservati L.633/41

lunedì 12 dicembre 2011

Quando finirà il mio tempo - Anna Maria Cherchi


I sogni,  potrò portagli via?
Esisteranno le stagioni
quelle dove nascono i fiori
o perdono  le foglie...
Se  sceglierò,
andrò  in un bel giardino:
S’ Ortu Mannu.
Con uno schiocco di dita
chiamerò l’ aquila che viene
giù dal monte,
i leoni e le gazzelle liberi
senza  paura…
libera dai ricatti della  vita
senza organizzare
“Se non ora quando”
Senza ipocrisie ne sacerdoti
Senza banche e carri armati.
Accendere le stelle con un
battito di ciglia,
uomini e donne
che possano volare,
continenti pieni di colori
con gente che non fugge,
 ma s’incontra per  ballare.
La luna, saranno  gli uomini
a insegnarle come fare innamorare.

Anna Maria Cherchi
Diritti riservati L.633/41

giovedì 8 dicembre 2011

LA SPERANZA

Aspetto l’ alba, quasi sacra ,

tutti i giorni ,entro come in una chiesa …
copro i capelli…
è una penitenza volontaria.

Penso ai figli i nipoti..
protessi aprire la mano
per seminare speranze
di quel pane profumato,
come da piccola
quando mamma lo sfornava,era festa,
quella del natale.

Giorni sereni…
i regali?
Babbo aveva fatto una culla di legno
mamma una bambola di pezza,
una manciata di caramelle
e qualche mandarino.

Il signor Sanna
col carretto pieno di carciofi,
l’uovo cotto con la cenere calda
quando sudava …lo mangiavo.

Sembra un sogno,
è un sogno distrutto con l’ aratro,
non certo lo stesso
che rivoltava le zolle,
di una terra che fumava
regalava i suoi frutti,
ora , sola e abbandonata.

Cene natalizie, tordi col mirto
nonno brindava, sapeva che col sudore
delle sue mani c’era il mio avvenire.

Io prego, guardo le mie…
sono vuote...
eppure sono le stesse che dondolavano
una culla coi nastri
vicino al caminetto acceso,
quando serena cantavo
la tua ninna nanna.

Anna Maria Cherchi

9 dicembre 2011 -L.633/41
pubblicata da Anna Maria Cherchi


venerdì 2 dicembre 2011

MINIERA DI MASUA - PORTO FLAVIA

Bella con la vista a mare
unica sulla terra,
nata in un antica era, or sono
cinquecentosettanta milioni di anni.

Nel Cambriano
quando i molluschi prendevano casa.
tu, regalavi minerali preziosi,
ai giorni nostri,
galena e calamina,
da trasformare in piombo

Mi rattristo…
la tua bellezza
sfruttata per dar morte,
hai nutrito macchine da guerra.

Con l’argento, la filigrana
arricchiva i soliti signori
rendevi affascinanti
signore e contadine,
anche quella Flavia
da cui hai preso il nome.

Ora tra anglesite e calciti
riposi oziosa
nessun minatore …rumori…
ai tuoi piedi più nessuna nave.

Forse ti annoi ascolti
la solita canzone
ma non esiste tramonto
che non puoi ammirare.

Anna Maria Cherchi
2 dicembre 2011 L.633/41